Ecce homo (…) circondata di un enorme spazio libero

«E com’è bella la città quando il cielo è grigio! Poco fa mi dicevo: avere un luogo da cui non si vuole uscire, neppure per andare in campagna, dove ci si rallegra di camminare per strada! – prima lo avrei ritenuto impossibile. Con amicizia, il Suo N.»

– Nietzsche a Heirich Koselitz, Torino, 16 dicembre 1888.

 .

«Domenica par excellence (sebbene sia nuvoloso)

Vecchio amico, sotto la mia finestra sta suonando con tutta la sua possanza, come se io fossi già princeps Taurinorum, Caesar Caesarum e simili, l’orchestra municipale di Torino, tra l’altro ad es. la Rapsodia ungherese, e riconosco la grandiosa opera su Cleopatra di Mancinelli.
Prima sono passato davanti alla Mole Antonelliana, l’edificio più geniale che forse sia mai stato costruito – stranamente, non ha ancora un nome – in virtù di una spinta assoluta verso l’alto – non rammenta niente di simile eccettuato il mio Zarathustra. L’ho battezzata Ecce homo, e mentalmente l’ho circondata di un enorme spazio libero.

– Nietzsche a Heirich Koselitz, Torino, 30 dicembre 1888.

Torre_Antonelliana-Turin
Mole Antonelliana,Torino

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